Oggi parliamo di omeopatia assieme a Michel Damon, un esperto del settore, visto che da 25 anni lavora in questo ambito: “Quando si parla di omeopatia – spiega – è un po’ come parlare di Ecologia della Salute. Vedo molto intrecciato il mondo dell’agricoltura biologica e del mangiare bene, con il mondo dell’Omeopatia. Certo c’è ancora titubanza da parte di alcuni verso questo tipo di cure ma l’esperienza e i risultati ormai confermano tanti riscontri positivi utilizzando questo approccio”.

L’Omeopatia arriva in Italia verso la fine degli anni ’70 e dopo una crescita notevole attorno agli anni ’90, da circa 10 anni il numero degli italiani che usano l’omeopatia per curarsi è rimasto invariato (attorno al 12% della popolazione): “Ma al riguardo sono fiducioso – continua Damon – le persone stanno acquisendo maggiore consapevolezza e vedo prospettive di crescita per il settore”

Damon sottolinea anche di quando sia importante uscire dalla logica di essere a favore o contro: “Io credo in un concetto di medicina integrata. Quindi in certi casi può funzionare l’omeopatia in altri è meglio privilegiare i farmaci tradizionali. L’omeopatia funziona anche su situazioni acute, e sicuramente cura più in profondità la radice del problema che ha generato una malattia. Ammalarsi è un modo di esprimersi del nostro corpo, un segnale che lanciamo. E’ difficile accettare che spesso siamo noi stessi a generare questa situazione. L’omeopatia ci aiuta ad entrare in contatto con la nostra parte più profonda”.

A livello di sanità esistono ancora grosse differenze tra l’Italia ed altri paesi europei: “ In Francia, Germania e in Gran Bretagna l’Omeopatia è parzialmente mutuabili (circa il 30% del valore del farmaco) ed la mutuabilità viene poi integrata attraverso polizze private. In Italia incece è riconosciuto come medicinale (è stata recepita la direttiva europea al riguardo ndr) ma al momento risulta solo detraibile nella dichiarazione dei redditi”.

Facendo un’analisi di tipo economico risulta, dati alla mano, che l’utilizzo dell’omeopatia converebbe anche allo stato: “E’ stato dimostrato che a lungo termine adottare l’omeopatia come strumento di cura e soprattutto prevenzione garantisce un risparmio per il sistema sanitario anche del 50%”

Al conferma di quanto dice Damon scoviamo che un’indagine economica, commissionata dal principe Carlo d’Inghilterra e coordinata da Cristopher Smallwood, economista di grande prestigio, si era occupata dell’agopuntura e in generale delle terapie non convenzionali. La conclusione è stata che “i trattamenti non convenzionali (agopuntura, omeopatia e fitoterapia) riducono di un terzo le visite mediche e di più del 50 per cento l’uso dei farmaci”.  fonte www.simaiss.it

Chissà se al Ministero della Salute si sono accorti che, oltre ai tagli indiscriminati, ci sono altri mezzi per ridurre la spesa pubblica e migliorare la salute degli italiani.

Stefania Ferri ha portato lo shiatsu a Bologna 30 anni fa: “verso la fine degli anni ’70 – analizza Stefania – nasceva in una certa parte della sinistra l’esigenza di sperimentare ed avvicinarsi a nuovi mondi, un po’ fuori dagli schemi. Adesso lo shiatsu e le altre tecniche di massaggio orientali sono trasversali e hanno anche superato la fase della “moda” e la gente si approccia con maggiore consapevolezza a queste discipline”.

Stefania Ferri, fondatrice della Lotus Shiatsu School e dell’Associazione Lotus, ha iniziato la sua formazione sulla Medicina Naturale a Parigi nel 1979 presso la M.C.O. (Centre de Medicine Orientale). Da allora è stato un crescendo di competenze ed esperienze tutte legate a questo mondo: “ora l’obiettivo è quello di aggregare le scuole di shiatsu italiane e per questo è stata fondata l’A.S.S.I. (Associazione Scuole Shiatsu Italiane) con lo scopo di definire regole comuni e avere maggiore peso a livello istituzionale”. Leggi il resto »

Oggi incontro Ercole Brighi, coordinatore dell’associazione IM-Pazienti, che conta circa 1000 iscritti.

Ercole, coivolto in un grave incidente stradale, dal 2004 deve fare i conti con un dolore continuo, persistente, che non gli lascia tregua: “ho fondato l’associazione per aggregare persone che come me  vivono una situazione di sofferenza fisica cronica e che purtroppo non hanno possibilità di uscire da questa condizione”. Ecco quindi che il dolore assume una nuova dimensione: “ il dolore in questo caso – spiega Ercole – diventa malattia e io lotto per il riconoscimento di questa condizione”.

Non è facile la vita di Ercole, che ha imparato a convivere con il dolore: “ Ad un paziente come me la medicina tradizionale risponde dando farmaci a base di oppiacei e morfina. Questo significa spesso ridursi in una condizione che non ti permette di vivere in una maniera dignitosa. Noi dell’assocazione impazienti lottiamo proprio per trovare dei rimedi alternativi. Grazie a questi rimedi ora ho una soglia sopportazione 8 volte più alta rispetto ad una persona normale”. Leggi il resto »

Oggi incontriamo il consiglio direttivo per la provincia di Bologna (composto da Annalisa Amadori, Giovanna Corradin, Fabrizio Fergnani, Luigi Parisini e Alessia Monti) della onlus LAV (Lega Anti Vivisezione).

La coordinatrice della LAV di Bologna, che conta ben 600 soci, è Annalisa Amadori: “Faccio volontariato da tantissimo tempo e con la LAV siamo attivi dal 2003. Ci occupiamo di portare avanti campagne informative di sensibilizzazione sui tempi che riteniamo importanti quali l’abolizione della vivisezione, la protezione degli animali, l’ affermazione dei loro diritti, la difesa della biodiversità e dell’ambiente, la lotta alla zoomafia. Leggi il resto »

“Mi sento fortunato a vivere in una regione come l’Emilia Romagna”. E’ questa una delle prima osservazioni di Gianumberto Accinelli, Ceo e fondatore di Eugea, Azienda specializzata in educazione ambientale e soluzioni verdi per il benessere collettivo.

“Fortunato perché grazie al concorso Spinner – spiega – abbiamo ricevuto le risorse necessarie per mettere in pratica le nostre idee.  In più la nostra sede è presso la facoltà di Agraria ad un costo assolutamente accessibile”.

Ma cosa fa esattamente Eugea?: “Eugea è una proposta di “ecologia” imprenditoriale. Ci occupiamo di educazione ambientale e attualmente facciamo corsi presso alcune classi di 4° e 5° elementare. In più creiamo materiale informativo, sempre sul tema ambientale e poi vendiamo i nostri giardini e altri prodotti”.

Ai Giardini si sono interessate grosse catene di distribuzione come COIN ed ECOR e anche alcune librerie specializzate. Cerco di capire meglio di cosa si tratta: “Esistono 3 tipi di giardini. Ad esempio quello degli insetti utili è composto da piante in grado di attirare i cosiddetti insetti utili che permettono, ad esempio, di impollinare le piante ed eliminare invece gli insetti dannosi. C’è anche il giardino delle farfalle per chi vuole attirare le farfalle”.

Provare per credere. “oltre ai canali di vendita off line – continua Accinelli  – abbiamo anche canale on line l’eugea store

Per assemblare i vari prodotti ecologici Eugea si appoggia ad una cooperativa sociale di tipo B: “attualmente Eugea occupa 4 persone normodotate e 2 disabili”.

L’analisi di Accinelli analalizza anche quelli che sono i punti critici: “Se la regione è stata fondamentale per avviare l’attività – la stessa cosa non si può dire per quanto riguarda la creazione del portafoglio clienti. Siamo stati fortunati a trovare buoni contatti in maniera indipendente ma in questo caso le amministrazioni non ci hanno aiutato tanto.  Senza supporto abbiamo davvero rischiato di non farcela e questo avrebbe significato un spreco di risorse di risorse pubbliche”. Leggi il resto »

L’ufficio dell’architetto Molteni, avvolto da una luce soffusa, offre tanti spunti di creatività per gli occhi e per la mente.

Assieme a Pierluigi Molteni, oggi incontro Riccardo Rigolli,  agronomo specializzato in paesaggistica e l’architetto Maurizio  Corrado.

Il primo a parlare è proprio Corrado che mi illustra la sua attività ultimamente molto direzionata sull’editoria: “Mi occupo della parte redazionale di Nemeton – spiega Corrado – la prima rivista europea dedicata alle tecnologie che permettono di unire il verde con l’architettura. I nostri articoli spaziano dalle costruzioni in bambù, paglia terra cruda fino alle bio piscine e ai giardini pensili. Su quest’ultimo argomento mi occupo anche della traduzione in italiano di libri stranieri perché credo che offrano ottimi spunti d’ispirazione per gli architetti italiani. Credo che , ad esempio, i giardini pensili siano una soluzione molto interessante per le nostre città perché migliorano la qualità dell’aria, garantiscono un risparmio energetico agli edifici e riducono il surriscaldamento estivo. A Tokio l’amministrazione ha imposto che il 20% dei nuovi edifici sia dotata di giardini pensili. E’ chiaro che è necessario un intervento politico per riuscire a trasmettere la necessità di interventi simili ma mi rendo conto che in Italia è difficile. Leggi il resto »

Abbiamo incontrato Lorenzo Sandri, presidente della COPAPS di Sasso Marconi.

COPAPS nasce nel 1979 come Cooperativa Agricola con finalità sociali.

“Nel 2002 abbiamo deciso – Spiega Sandri – di trasformare l’azienda in cooperativa sociale di tipo B per dare una formazione attraverso tirocini e borse lavoro a persone con handicap psichici. Questo per dare la possibilità a queste persone di essere poi successivamente assunti e garantirgli una vita sociale autonoma. Le attività si svolgono nelle strutture e nei fondi (circa 50 ettari)   di “Cà del Bosco” e “il Monte” a Sasso Marconi di proprietà degli Istituti Educativi di Bologna”.

Sandri spiega come nel corso degli anni le aziende agricole si siano trasformate cercando nuovi sbocchi: “Vista anche la minore produttività dei terreni pedecollinari, oltre alla produzione abbiamo iniziato ad occuparci di manutenzione del verde, abbiamo aperto un vivaio e abbiamo aperto un Agriturismo IL MONTE (In Via Castello 59  a Sasso Marconi)”

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“La prudenza non è mai troppa “ha sempre ripetuto mio padre di fronte a promesse di modernità e cambiamento; e proprio a questo ho pensato leggendo i titoli dei giornali di questi giorni

Così di fronte all’ennesimo “Ogm: Ue decreta fine dell’embargo” ho sentito l’urgenza di scrivere questa lettera per poter dare voce ai tanti “naturalmente prudenti” come me che attendono ancora risposte su questi Organismi geneticamente modificati.

Per anni, almeno dal 1998, in Italia ed in Europa si è parlato di far valere il principio di precauzione (che possiamo anche chiamare del buon senso o della “prudenza non è mai troppa”) ed improvvisamente, in nome della scienza e della modernità (o dell’interesse economico), oltre a quello, è stata violata anche la direttiva Ue 2001/18 che proibisce l’autorizzazione agli Ogm contenenti geni di resistenza agli antibiotici importanti per la salute umana. Leggi il resto »

I GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) sono una realtà sempre più diffusa a Bologna (più di 850 famiglie coinvolte) e in tutta la regione; un’insieme di persone che credono in un modo diverso di consumare, utilizzando prodotti di qualità e a buon prezzo e riducendo il proprio impatto ambientale.

L’incontro con Alberto Veronesi (nella foto a destra), 48enne responsabile del GAS BorgoMondo di Borgo Panigale, è di quelli che ti lasciano con il sorriso sulle labbra, perché in mezzo a tanto individualismo e poco rispetto degli altri scopri che ci sono ancora persone che credono nell’aggregazione e nella collaborazione: “Sono nel mondo dei GAS da 15 anni – spiega Alberto – abitavo in campagna e quando mi sono trasferito a Bologna è stato naturale mantenere un rapporto con i prodotti della mia terra. Il nostro gruppo coinvolge circa 70 famiglie ed è strutturato in maniera semplice”. Leggi il resto »

Il mio viaggio personale alla scoperta delle associazioni del territorio mi ha portato ad incontrare Fabia Montalbani, presidente dell’associazione AIAB Emilia Romagna (Associazione Italiana dell’Agricoltura Biologica) e Paolo Carnemolla, presidente di Pro.B.E.R. (Associazione dei Produttori Biologici e Biodinamici dell’Emilia-Romagna); un mondo che personalmente conosco molto bene e che voglio sostenere.

“AIAB in Emilia Romagna – Spiega Fabia – è una delle 18 associazioni di AIAB Italia e rappresentiamo 350 produttori per quanto riguarda la promozione, la formazione e la diffusione sul territorio dell’agricoltura biologica in Italia”.

Le nostre priorità – continua Fabia Montalbani – sono quelle di promuovere il metodo produttivo biologico, sostenere ed incentivare il consumo di prodotti biologici attraverso l’organizzazione di eventi e mercati,  dare priorità alla produzione locale e di conseguenza favorire il concetto di filiera corta attraverso un rapporto diretto tra produttore e consumatore.” Leggi il resto »